Biografia

Loredano Rizzotti nasce a Milano, nel Giugno del 1947.

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Il padre, mosaicista di grande talento, ha partecipato alla pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele in Piazza del Duomo a Milano e probabilmente è da lui che Loredano ha acquisito l’amore per l’arte, per l’impegno costante, per la precisione del gesto e per l’antiquariato di qualità.

Fino all’età di 24 anni lavora come litografo in una casa editrice, cosa che gli consente una formazione tecnica, precisa e gli fa acquisire una sensibilità particolare sulla composizione del colore.

La sua abilità innata nel disegno però, ad un certo punto si manifesta in modo chiaro e prepotente e lo convince, confortato anche da tutti quelli che entrano in contatto con lui e dalla sua stessa famiglia, ad intraprendere la strada del pittore professionista.

Per quindici anni dipinge un po’ ovunque in Italia e partecipa ad innumerevoli mostre collettive in Liguria, in Piemonte, in Emilia Romagna, in Veneto, sua terra natale, ed in molte altre località acquisendo esperienza e notorietà.

La sua opera era molto apprezzata ed i suoi dipinti riscuotevano ovunque un lusinghiero successo di vendita. E così nel 1982, Loredano Rizzotti all’età di 24 anni, apre a Milano il suo primo atelier.

Sceglie la zona più caratteristica e bohémienne della città, la zona del Naviglio Grande, che gli consente di respirare un’atmosfera del passato pur nella modernità di una metropoli; che lo ispira profondamente fin dalle prime sue espressioni pittoriche con immagini suggestive di ringhiere e ballatoi, di cortili e scene di vita quotidiana che hanno caratterizzato a lungo il suo stile iniziale.

La scelta del luogo inoltre gli permette di farsi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico che gli darà molte soddisfazioni sia in termini di gratificazione professionale che economica.

In seguito la sua passione per il collezionismo di antiquariato ed una forte spinta a ricercare contenuti veri e profondi

lo spingono ad evolversi, acquisisce cultura ed esperienza ed una nuova maturità artistica.

Contemporaneamente la sua abilità tecnica raggiunge altissimi livelli.

Sono di questo periodo, intorno alla metà degli anni ottanta infatti le prime apparizioni pubbliche di un certo rilievo:

  • Nel 1985 alla televisione nazionale Rai3 per uno special sui suoi dipinti di gatti
  • Nel 1986 alla fiera del libro di Torino, invitato ad esporre i suoi dipinti
  • Nel 1987 sempre per Rai3, insieme allo scrittore Carlo Castellaneta con il suo lavoro
  • Molte altre sono state le sue performance fino ad arrivare agli anni più recenti
  • Nel 2007 allestisce una mostra personale nella galleria Aliprandi in Brera a Milano dal titolo “Il Viaggio”
  • Nel 2008 espone a Parma durante la Mostra di Antiquariato Internazionale
  • Nel 2009 espone al Palazzo della Permanente sempre a Milano
  • Nel 2010 ancora a Parma alla Mostra di Antiquariato in qualità di artista di riferimento.

La sua opera a questo punto è conosciuta a livello internazionale anche se il Rizzotti non si è mai voluto legare né a galleristi né a commercianti.

Questa scelta di fondo non ne ha fatto un nome internazionalmente quotato ma i suoi dipinti sono stati acquistati da collezionisti privati in tutto il mondo, dal Giappone alla Francia, dalla Cina alla Gran Bretagna, dall’Arabia Saudita alla Germania, agli Stati Uniti proprio per l’unicità e la sensazione di bellezza che suscitano.

Si potrebbe dire acquisti veri, acquisti per innamoramento.

Nel corso del tempo gli stili e i temi raccontati nelle sue tele sono stati vari ma si possono ricondurre ai seguenti filoni principali:

Le ringhiere

Del primo periodo, che raccontavano la realtà dei navigli di Milano. Un tema che ha creato un genere preciso ed ha avuto innumerevoli imitatori.

I Portoni

Dapprima la visione rappresentava il portone visto da fuori con la porta aperta su un interno che via via mostrava scenari diversi a seconda dell’ispirazione del momento non ultimi oggetti di antiquariato cercati con passione e raffinatissime interpretazioni estemporanee.

In seguito il punto di vista si è spostato all’interno e la visione del mondo esterno attraverso il portone aperto assumeva i più vari significati. Da un lato il silenzio e la penombra del cortile interno rispondevano alla sua esigenza di pace e di pulizia, una sorta di difesa dal mondo contemporaneo caotico, corrotto e volgare, dall’altro le visioni dell’esterno rivelavano il desiderio di evasione e la curiosità per il mutare delle luci, delle stagioni, delle ore, delle atmosfere. Qui i facili sensazionalismi pittorici non trovano spazio e tutto è interpretato attraverso il sogno e il sentimento.

La superficialità del vivere contemporaneo provoca sofferte evoluzioni nella pittura del Rizzotti che svuota sempre più l’immagine evidente per arricchirla di concettualità e profondità.

I Libri

La qualità pittorica, la tecnica raffinata e una rara sensibilità hanno dato vita ad opere straordinarie sia come interpretazione del disagio esistenziale sia come velata denuncia del degrado artistico che stiamo vivendo.

Il Viaggio

In questo tema diventa evidente il desiderio di Rizzotti di partire, di fuggire, di cambiare scenari.

Le valigie, simbolo di partenza, vengono coniugate in molteplici modi. Dai quadri di dimensioni più grandi, quasi a voler urlare la voglia di andarsene, ai quadretti più piccoli ma in gran quantità.

E poi le borse, le scarpe. Tutti simboli che suggeriscono all’osservatore sensazioni e desideri di evasione.

Gli strumenti musicali

L’ultimo tema in ordine di tempo è una rappresentazione di strumenti musicali distrutti, polverosi, ormai inutilizzabili. Quasi a voler dire che la musica è finita… che non c’è più musica nel nostro mondo. Che è il momento di stare in silenzio, di pensare, di ripensare…

 

Roberto Gandini, Agosto 2013